I libri da consigliare sono davvero molti, ma qui ci limiteremo a darne una selezione che possa introdurre il viaggiatore agli approcci del turismo responsabile e ai luoghi di destinazione del viaggio che sta per scegliere o che ha scelto: l’Africa Occidentale, e in particolare il Senegal. Da questa prima lista di titoli, il lettore potrà spaziare a molti altri libri, suggeriti dagli autori stessi e che riguardano i molti aspetti del mondo del viaggio, da quelli pratici a quelli spirituali e psicologici.
- Senegal, storia, economia e risorse, società e tradizioni, arte e cultura, religione di Papa Saer Sako – della serie ‘ l’arca, conoscere per conoscerci ‘ edizioni Pendragon.
- Sundjata – epopea mandinga – di Djibril Tamsir Niane (edizioni lavoro)
- Toubab, una danzatrice sulla via dei tamburi di Katina Genero Madrigal. Ananke.
- Taxi Brousse, di Marco Aime – stampa alternativa
- Avventure in Africa, di Gianni Celati
- L’Altra Africa, tra dono e mercato – Serge Latouche (Bollati Bollinghieri, saggi)
- L’incontro mancato, di Marco Aime – Bollati Boringhieri
- Andare a quel Paese, vademecum del turista responsabile, di Duccio Canestrini – Feltrinelli traveller –
- Non sparate sul turista, di Duccio Canestrini – Bollati Boringhieri
Ad ogni modo, la cultura senegalese, come nella maggior parte dell’Africa Nera, è sempre stata trasmessa oralmente e ritualmente, ed è così che continua ad evolversi. Un esempio esemplare della trasposizione scritta della maniera tradizionale orale di trasmissione della cultura in Africa Occidentale, si trova nel libro di Djibril Tamsir Niane, citato nella lista.
L’ efficacia della parola e il potere dell’ incontro, sono ancora tali in Africa. Rappresentano il filtro più autentico attraverso il quale si rivela e si scopre il modo culturale di rapportarsi tra le persone e gruppi di persone, cioè il mondo sociale e quello economico: così strettamente e indispensabilmente fusi.
Tutto ciò che traspare attraverso la carta stampata (a cui viene attribuita comunque grande dignità, soprattutto ai due grandi libri: il Corano e la Bibbia) è il risultato della contaminazione con le culture: araba, da una parte, e cristiana, dall’altra. L’arabo, è la lingua scritta più diffusa in Senegal con cui si regolano le transazioni economiche e giuridiche della gran parte della popolazione. Con l’avvento della colonizzazione, il francese fu diffuso dai missionari cristiani dalla fine dell’Ottocento, diventando, anche dopo l’indipendenza, la lingua dello Stato Ufficiale, benché sia compresa e scritta solo da circa il 20% della popolazione.
L’impronta culturale senegalese dalla dialettica più vicina a quella occidentale, è attribuibile a Leopold Sedar Senghor, il presidente cristiano del primo Senegal indipendente. Senghor fu iniziato agli studi primari dai Padri del Santo Spirito nel 1912, a Joal. La passione per la letteratura (francese) valse a Senghor la cattedra in un liceo parigino, esperienza che lascerà un’ impronta nella sua formazione culturale e che farà del legame con la Francia un principio guida della sua successiva esperienza politica e letteraria. Senghor divulgò il concetto di Negritude, valorizzando la cultura e la storia dell’Africa nera e fecendosi così interprete del recupero delle radici africane del popolo senegalese. Ben presto però i suoi poemi diventarono una sintesi armoniosa dell’influenza della cultura francese e occidentale con una più cosciente accettazione dell’identità africana e in tal modo, la Negritude, verrà totalmente svuotata dagli originali accenti politici anticoloniali e ridotta ad una semplice rivisitazione di un idilliaco passato precoloniale.
Il ricordo di Senghor è visibile tra le insegne di istituti ed enti della capitale o della cittadina dove nacque e visse, ma è raro che sia presente nella memoria contemporanea del popolo, come invece lo è il suo contemporaneo e amico Serigne Fallou Mbake. Egli fu un importante capo spirituale musulmano, al quale ogni giorno, ancora oggi, milioni di senegalesi offrono canti e rivolgono preghiere. Il suo nome è scritto su tutti i muri, su tutte le auto e addirittura sugli indumenti…e la sua foto è stampata sui medaglioni porta fortuna o di protezione appesi al collo di moltissimi giovani e non più giovani senegalesi!
Ritengo che: viaggiando in un paese a maggioranza musulmana, dove religione e spiritualità sono elementi vivi nella vita quotidiana dell’ intera popolazione, sia utile arricchirsi a priori di una conoscenza comune. A questo proposito consiglio la lettura del Sacro Corano, un’opera splendida, divina (!), soprattutto se si sceglie uno dei nostri itinerari che prevedono la visita alla città Santa di Touba.
- Il Corano [Bur Classici] introduzione, traduzione e commento di Alessandro Bausani