Viaggi in Senegal

Turismo responsabile in Senegal

dakar e il sud“Ci culli il silenzio ritmato. Ascoltiamo il suo canto, ascoltiamo battere il nostro sangue oscuro, ascoltiamo battere il polso profondo dell’Africa”

Léopold Sédar Senghor

Questo viaggio ha un “tono” davvero particolare, perché la sua essenza è musica ed è la musica, si può dire, a disegnarne l’itinerario. Musicisti, comunità di artisti, griot… e la loro terra: i mercati, i porti, i villaggi, i colori e i profumi. In compagnia di giovani artisti senegalesi sensibili alla preservazione della loro tradizione, entreremo nel cuore delle comunità locali e forse capiremo un po’ di più questo angolo d’Africa che riserva molte sorprese e che spesso rapisce il cuore.

1° GIORNO – Arrivo in Senegal

Partenza con volo di linea per Dakar.

All’arrivo, trasferimento e sistemazione in pensione locale a Parcelles Assainies, quartiere popolare, ma molto arioso della città, e incontro con i mediatori culturali. Il Sénégal dista poche ore di aereo dall’ Italia. In arrivo a Dakar, la capitale e una delle città più importanti del continente africano, si avverte immediatamente l’aria sub-sahariana e l’euforica, colorita e calda accoglienza senegalese, la cosiddetta ‘Teranga’. Immediatamente si intuisce anche che ci si trova in una terra dove la maniera di relazionarsi tra le persone segue regole molto diverse dalle nostre. Non sarà difficile avvicinarsi alla nuova cultura incontrata, i modi di comunicazione sono i più svariati, quindi non c’è da preoccuparsi in quanto i senegalesi sono dei maestri nel trovare mille modi per interagire con l’ospite straniero.

2° GIORNO – Dakar – mercati – isola di Goré – mare – incontri musicali

Si parte alla scoperta della capitale del Senegal: la zona centrale si visita facilmente a piedi e ben rappresenta il volto grande, affollato, caotico, ma estremamente affascinante ed entusiasmante del continente nero. Lungo la Corniche, la lunga strada che, come suggerisce il nome, fa da cornice al mare, i negozi di artigianato locale e le esposizioni di oggetti vari (spesso in legno) appoggiati direttamente sulla sabbia si alternano con monumenti, mercati, amanti del jogging… si visiteranno alcuni dei mercati più antichi del cuore della città. Successivamente, è possibile raggiungere la bellissima isola di Goré: si trova a soli venti minuti di traghetto dal porto di Dakar. E’ l’isola da cui sono partiti la maggior parte degli schiavi verso le americhe: ora guarda a ovest e a est, a sud e a nord, in un suo modo tutto nuovo. Solo attraverso la condivisione di momenti di chiacchiera con gli abitanti del posto, con i figli ‘di quella storia ’, si può avere un’idea di come i rapporti tra gruppi di esseri umani diversi si possano trasformare e possano migliorare, anche quando le atrocità del passato farebbero mai pensare a perdoni o pentimenti. Secondo noi questi incontri possono agire sulla consapevolezza e sulla memoria più di una visita al museo degli schiavi.

Le spiaggette offrono ottimi luoghi di ristoro e un mare limpido per tuffarsi e nuotare… e dunque rinfrescarsi dopo il lungo viaggio.

La sera incontro musicale con il gruppo d’arte ”L’Orchestra Baye Fall”: Max e Alioun, intrecciano le loro voci stupefacenti con il balafon di Ba koutoubo (griot guineano) e le percussioni di Ibra, uno dei più talentuosi djembefola africani. Accompagnati dai cori dei molti amici artisti baye fall, nelle loro canzoni esprimono la propria fede in Dio e verso i loro profeti. Si tratta di uno dei numerosissimi gruppi che in Senegal creano la ‘Music Fall’, vale a dire la musica ispirata alle storie e agli insegnamenti dei loro ‘uomini santi’, Bamba e Mam Cheik Ibrah Fall. Un’interpretazione artistica moderna che si rifà ai più tradizionali e solenni canti sacri – gli Zykr – che da più di un secolo i baye fall (baye in Wolof significa padre) offrono a Dio durante rituali di ispirazione sufi e che ancor oggi echeggiano nelle notti senegalesi. In questo caso, le musiche e le melodie sono arricchite dai testi portatori di messaggi, che si può dire, siano dei veri e propri vangeli orali dai temi sociali molto moderni che mirano ad educare la comunità ad una vita più sana e attenta al prossimo.

Cena libera e pernottamento alla pensione

3°GIORNO – Parcelles e Grand Yoff: visita ad artigiani e artisti locali

Passeggiata tra le vie del grande quartiere di Parcelles Assainies, decisamente escluse dai circuiti turistici più tradizionali… dove negli ultimi anni numerosissimi artigiani hanno aperto le porte dei loro attivissimi ‘ateliers’: sarti, fabbri, falegnami, calzolai, parrucchieri, scultori d’ebano, tessitori, e ancora laboratori di Batiques, stamperie…e il grande mercato coperto dove i negozietti si alternano ai piccoli ristorantini o ai ‘cafè’ autenticamente senegalesi. Un’occasione per osservare l’intensa vita economica e commerciale su piccola scala che caratterizza la vita, comunque dal ritmo conviviale, di una Dakar in fermento! Pranzo libero. Relax sulla bellissima terrazza della pensione affacciata all’oceano o all’ immensa spiaggia sottostante.

Nel pomeriggio incontro con i ragazzi del gruppo Africa Matimbo e con Augustine Camara, guineano, detto ‘Pakatà’!

Nel pomeriggio ci dirigeremo verso il quartiere più multietnico di Dakar e uno dei più popolosi: Grand Yoff, dove incontreremo Pakatà, eccellente maestro djembefolà guineano, ormai in Senegal da quasi dieci anni. Egli continua nel suo progetto musicale panafricano (Africa Matimbo), mescolando nella sua grande orchestra di percussioni di diversa origine, la musica melodica di altri strumenti acustici di tradizione sia guineana che senegalese. Oltre la musica, dirige anche un assortito corpo di ballo, e studia insieme al suo gruppo coreografie che possano illustrare, quasi si fosse a teatro, le storie antiche che ne hanno ispirato l’arte. A Grand Yoff ha aperto il suo atelier di strumenti, tutti rigorosamente costruiti a mano dagli artisti che si sono raccolti attorno a lui per imparare l’arte della percussione e della musica in generale e dei quali lui è il grand frèr…e dunque guida e maestro. La varietà di strumenti che costruisce è eccezionale e qui si possono trovare gli strumenti ‘professionali’ usati da chi, in fatto di musica africana, la sa davvero lunga…

Cena libera e pernottamento alla pensione.

4° GIORNO – Mbour e i Griot – Fadiouth – Palmarin

Lasciamo la capitale per dirigerci verso sud, senza lasciare l’orizzonte dell’ Atlantico, per raggiungere il piccolo villaggio di Palmarin, sul delta dei grandi fiumi Sine e Saloum, a circa 150 chilometri da Dakar. Lungo il tragitto, sosteremo nella vibrante cittadina di Mbour per un magico incontro con la tradizionale famiglia Griot dei Cissokho. I griot sono la casta dei musicisti africani; griot si nasce, non si diventa, e ogni nuovo nato in una famiglia griot apprende l’arte dal proprio padre, dai fratelli maggiori o dagli zii più anziani. In passato ogni re, ogni famiglia importante possedeva il proprio griot personale che ne cantava la storia e ne tesseva le lodi, oltre a raccontare le vicende più significative del paese. La figura del griot è riconosciuta ancor oggi solo che molti di loro, trovatisi a vivere in una realtà divenuta urbana, hanno abbandonato l’arte per guadagnarsi la vita in altro modo.

Esistono comunque ancora delle famiglie che, nel rispetto della tradizione, hanno mantenuto il loro mestiere antico e, oltre ad essere abilissimi costruttori di strumenti, vengono invitate quando c’è da animare una serata o una festa, come matrimoni, battesimi, feste private. Una di queste è la famiglia dei Cissokho, di origine Mandinga i cui numerosi componenti hanno appreso tutti a cantare, ballare, e soprattutto a suonare uno strumento, diretti sempre dall’immancabile, rispettatissimo padre/maestro. Pranzo con la famiglia.

Si continua verso sud fino a Joal-Fadiout. Fadiout, l’”isola delle conchiglie”, si chiama così perché il villaggio è stato costruito su di una montagna di gusci di molluschi, mangiati e gettati fino a formare un’isola, da generazioni di degustatori di mitili. Non solo le strettissime vie sono fatte di conchiglie, ma pure le case sono costruite con fango e conchiglie. L’isola è abitata da molte famiglie cristiane di etnia “Sérère” ; un ponte di legno collega Fadiout, incastonata in una grande laguna a nord del Siné-Saloum, alla terraferma dove sorge il villaggio gemello di Joal. Un secondo ponte di legno collega l’isola a un’altra isoletta dove sorge il cimitero in cui cristiani e musulmani vengono sepolti gli uni accanto agli altri. Su un banco di fango poco distante si noteranno delle palafitte utilizzate come granai e agili piroghe che si aggirano solitarie per sparire poi dietro le mangrovie. Arrivo in serata a Palmarin.

Pernottamento e sistemazione in pensione completa in campement locale.

5° – 6° GIORNO – Palmarin – Delta del Siné-Saloum

Situata a nord del Parco Nazionale del Delta del Siné-Saloum, sulla lingua di terra che porta a Dijffère, Palmarin è una località pittoresca ai bordi dell’oceano, paradiso di palme a cui deve il suo nome, costituita da quattro villaggi. Palmarin è abitata da una comunità Sérère. Qui la vita scorre ancora secondo i ritmi tradizionali: gli uomini si dedicano soprattutto alle attività agricole grazie alla natura esuberante della regione e alla pesca, mentre alle donne è riservata l’estrazione e la raccolta del sale. Oltre a momenti di relax sulla splendida spiaggia e a incontri con la comunità rurale grazie a cui si può entrare nell’Africa ancora pura, non contaminata da influenze esterne, sarà possibile effettuare un’escursione in calesse nella savana tra le lagune dell’alto Siné-Saloum, e in piroga per visitare alcune isole del Parco Nazionale, dove si potranno scoprire le tecniche di lavorazione dei molluschi, (quali le ostriche)che da secoli le donne perpetuano. Il Parco del Delta del Siné-Saloum copre una superficie di 180.000 ettari ed è stato classificato Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1981. Regione splendida e selvaggia costituita da lagune, mangrovie, foreste, savane e cordoni sabbiosi che si intrecciano e offrono un habitat naturale popolato da numerosissime specie di uccelli e da una ricca fauna marina.

Pernottamento in pensione completa al campement locale (se si effettueranno le escursioni il pranzo sarà sottoforma di bivacco, organizzato dall’ottima cuoca del campement).

7° GIORNO – trasferimento a Kafountine in Casamance

Continuiamo il nostro viaggio verso sud per raggiungere la Casamance, separata dal resto del paese dal Gambia. A Karang attraversiamo il confine con il Gambia e dopo aver espletato le procedure per il controllo dei passaporti proseguiamo verso Barra, dove, con pazienza, aspetteremo il traghetto in funzione per il servizio di trasporto auto, persone e quant’altro, da una sponda all’altra del largo estuario del fiume Gambia. Sfileremo tra le vie della capitale gambiana, Banjul, proseguendo verso Selety, l’altro confine dove dovremo sbrigare le procedure per entrare di nuovo in Senegal. In serata raggiungeremo il pittoresco villaggio di Kafountine, e avremo percorso 350 interessanti chilometri africani!

Sistemazione in mezza pensione e pernottamento in Campement (bungalow).

La Casamance è la regione più meridionale del Senegal e si differenzia dal resto del paese per la sua natura lussureggiante, e per il modo di vivere più ancorato alle tradizioni, soprattutto ancestrali, dei suoi abitanti. E’ in questa regione che si sono perpetrate fino ad oggi molte delle tradizioni musicali dell’Africa Occidentale che sono rimaste parte integrante della cultura delle diverse etnie che la popolano. E’ un punto di riferimento per tutti i musicisti di Dakar e dintorni, che rivolgono attenzione alla Casamance per ritrovare pura la tradizione della musica dei loro antenati, e trarne ispirazione. E’ un territorio ricco di molte risorse, quali l’acqua, il riso e le coltivazioni di ortaggi, mentre la foresta fornisce il materiale per le abitazioni e per la costruzione di arnesi utili alla vita e al lavoro di tutti i giorni senza esserne penalizzata. La popolazione locale appartiene alle etnie Djolà e Mandinga, ma numerose altre, ognuna con la propria lingua, si alternano tra le case dei tanti villaggi della regione.

Nell’accogliente villaggio di Kafountine sulla costa atlantica (a sud di Diololou), oltre a godersi la meritata spiaggia, si possono intraprendere interessanti escursioni naturalistiche in piroga, in bici o a piedi, per conoscere come ancora la popolazione indigena viva dei soli prodotti che la natura le offre. Interessante è il carnevale che tutti gli anni si festeggia in questa zona della Casamance, verso la metà di febbraio per due settimane. Per questo evento si radunano molti gruppi della regione, per festeggiare con danze e musica tradizionali.

8° 9° GIORNO – Kafountine

Incontro con il gruppo musicale Kasso, una decina di musicisti della regione estremamente appassionati e conoscitori della tradizione della musica etnica della Casamance: una vera opportunità per i viaggiatori di partecipare alla vita artistica naturale della foresta…!

In occasione di questo incontro si potrà organizzare una cena presso il ristorante della mitica ‘Nature’: la struttura gestita dal gruppo musicale Kasso, costruita nei primi anni ottanta, sullo stile della ‘comune’ africana..

La nature è anche la dimora degli artisti, i quali oltre a svolgere le loro attività artistiche, gestiscono la struttura stessa, occupandosi del ristorante (eccellente cucina contaminata dalle esperienze con cuochi/viaggiatori europei che nel corso degli anni sono passati di qui) e le escursioni, essendo loro nativi nella regione ed esperti appassionati conoscitori del loro territorio.

Se si vuole c’è la possibilità di seguire corsi di percussioni e danza. Molti percussionisti, suonatori di kora, nonché maestri di danza tradizionale e moderna, presenti nel villaggio, o nelle sue vicinanze, saranno disponibili a trasmettere la loro conoscenza e ad organizzare dei piccoli corsi. I corsi si possono tranquillamente svolgere nel bellissimo giardino del campement dove si alloggia o presso ‘La Nature’.

Oppure si potranno intraprendere escursioni: passeggiate a piedi, in bici o con taxi locali tra i villaggi della bellissima foresta della Casamance, escursioni in piroga lungo gli innumerevoli bracci del fiume Diololou e visita alle meravigliose isole abitate. Durante la stagione migratoria, da novembre ad aprile, è luogo ideale per l’osservazione degli uccelli, tra cui pellicani, aironi neri e bianchi, cormorani, fenicotteri, martin pescatori… / lungo il delta si trovano anche tanti tipici villaggi di pescatori; i collegamenti fra i diversi villaggi avvengono tramite piroga. Semplice relax in spiaggia!!

10° GIORNO – trasferimento a Somone -

Dopo colazione si parte per Somone, è un villaggio pacifico (jamm, che significa pace, è uno dei termini colloquiali più usati) che si trova a 80 km a sud si Dakar , lungo il 15° parallelo, tra il tropico del Cancro e l’Equatore; è un villaggio di qualche centinaio di abitanti, la maggior parte dei quali è dedita alla pesca, all’ agricoltura e all’artigianato…ma anche al turismo! Situata tra il blu dell’oceano e le mille sfumature di ocra, rosso e verde della terra – cui appartengono i campi di miglio, cous cous e le centinaia di secolari baobab – Somone è uno dei luoghi più tranquilli dove trascorrere una vacanza insieme a chi vi abita e dove le bellezze naturali, che spesso ci fanno percorrere lunghi tragitti per raggiungerle, si trovano a ‘portata di passeggiata: come la sua splendida laguna di mare, contornata da mangrovie e costellata da isolotti di conchiglie, diventata dimora di molti pellicani, cicogne e altre svariate specie di uccelli acquatici.

Cena e pernottamento in pensione con bungalow a Somone.

11° GIORNO – Somone – libero

E’ l’ultimo giorno, ci rilassiamo nella meravigliosa laguna di Somone, magari godendoci un pranzo a base di aragoste… quando è ora di partire, in base all’orario dei voli, rientriamo a Dakar e ci imbarchiamo sul volo di rientro per l’Italia

Pernottamento a bordo.

12 ° GIORNO

Arrivo in Italia

POSSIBILE ESTENSIONE MARE A SOMONE

BENE A SAPERSI

Viaggio in regioni poco battute, occorre preventivare eventuali disguidi e ritardi.

Per ragioni tecnico-operative, l’itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo. Altri cambiamenti potranno essere apportati sul posto dall’accompagnatore o dalla guida locale anche per quanto riguarda gli incontri con gli artisti e le comunità ospitanti.

Il pernottamento sarà effettuato presso pensioni locali e campement con capanne dal tetto di paglia/bungalow, in sistemazioni sempre accoglienti. A Dakar, a seconda della disponibilità, l’alloggio potrà essere in pensioni/alberghi scelti appositamente per immergersi nella cultura locale e favorire l’incontro con gli artisti che vogliono preservare le loro tradizioni, valorizzandole, e le comunità locali. Si tratta di strutture d’alloggio in genere semplici, essenziali, ma sempre pulite e dignitose. I servizi possono essere privati oppure in condivisione con al massimo gli occupanti di un’altra stanza doppia riservata al gruppo.

In ogni altra località si alloggia in campement. Si tratta di piccole strutture, molto accoglienti, dove si dorme in bungalow e/o capanne di paglia arredate con gusto in stile afro, tutti dotati di servizi privati.

Sono tutti situati sulla spiaggia di fronte all’oceano, in zone adatte alla balneazione.

A Somone, sulla Petite Cote, si alloggia in bungalow affacciati all’oceano. La vasta spiaggia dorata proprio di fronte al campement cede gradualmente il passo a un tuffo nelle tiepide acque dell’oceano. Poco oltre i pescatori sono alle prese con le loro piroghe e le voci dei bambini che giocano si dileguano nella brezza che rende l’atmosfera silenziosa e quieta. L’albergo è gestito a livello famigliare, ottimo vitto e cura nel servizio.

In Casamance, a Kafountine, tra i bungalow e l’incantevole spiaggia deserta ci sono 300 metri di lussureggiante vegetazione alberi di baobab, acacie e piante di frangipane, buganvillea, acacie, …e dune di sabbia. L’albergo è gestito a livello famigliare, ottimo vitto e cura nel servizio.

A Palmarine, nel delta del Sine Saloum, si alloggia in bungalow situati tra la savana e la spiaggia deserta, in mezzo alla natura, dove gli animali domestici vivono liberamente, tantissimi sono i cavalli, e dove molteplici varietà di uccelli variopinti costruiscono i loro nidi. L’oceano di fronte al campement è balenabile. La struttura comprende anche un’ampia sala da pranzo, aperta al dolce clima e ai colori della natura, dove vengono serviti la colazione e gli ottimi pasti.

L’itinerario è effettuato con mezzi locali privati, affittati ad hoc per il gruppo o il singolo viaggiatore, e/o pubblici (minibus, traghetto), percorrendo strade in zone pianeggianti, in parte asfaltate, in parte in terra battuta, ma comunque sufficientemente agevoli.

Utilizzare i mezzi di proprietà locale è una scelta precisa e consapevole della nostro associazione ed è mirata a sostenere e favorire l’economia locale, cercando, al tempo stesso, di offrire sempre il migliore servizio possibile ai viaggiatori.

Alcune tappe sono lunghe e impegnative e possono dunque risultare faticose, specie nel periodo delle piogge, quando alcune strade sono talvolta inagibili e costringono a deviazioni. Talora ci sono controlli a qualche posto di blocco che possono essere lunghi e richiedono quindi pazienza.

Ci teniamo a precisare che il noleggio di mezzi a disposizione esclusiva dei viaggiatori, per tutta la durata dell’itinerario, a scapito dei trasporti pubblici collettivi, è stata una scelta dovuta, onde evitare troppi ritardi e affaticamenti dati dall’eccesso di affollamento nei ‘garage-stazioni’ e del loro appiccicoso smog delle ore più calde.

Per tutta la durata dell’itinerario (a esclusione dei voli Italia-Senegal-Italia), i gruppi saranno accompagnati da una/due guide locali parlanti francese, inglese e anche italiano (oltre a 4 o 5 lingue etniche locali…). I viaggiatori saranno assistiti anche dal mediatore culturale Vania Fedato.

Per informazioni riguardo alle quote in base al numero di partecipanti scrivere a vania@viaggisenegal.it

Informazioni pratiche

Scrivi un commento